E’ una sensazione che accompagna tutti gli appassionati di poker, comuni mortali, quando entrano in una sala virtuale nuova e cominciano a bazzicare tra tornei e tavoli cash per la prima volta.
Ammettiamolo, io sono il primo che spesso ne paga lo scotto.
Ovunque andiamo sembra sempre ci sia lo squalone di turno, che se ne sta lì in attesa dei novelli, dei pesciolini innocenti(ed anche spesso un po’ stupidi) e dei nuovi arrivati in sala.
Un tremendo benvenuto nella maggior parte dei casi, ed un trauma quando si decide di allargare i propri orizzonti virtuali in nuove sale.
Gli sharks sono una brutta bestia ovunque, ma non è mai troppo difficile individuarli ad un tavolo o ad un torneo.
Basta prendere le dovute precauzioni per farsi male il meno possibile e far capire loro che non abbiamo intenzione di essere “i primi arrivati” ai loro occhi.
Il rispetto, del resto, è una vittoria per cui lavorare a fondo e spendere un po’ di energia. Soprattutto se abbiamo intenzione di restare per un po’ nella sala che abbiamo appena inaugurato.
Scendiamo dunque nel dettaglio e cerchiamo di capire i campanelli d’allarme legati alla presenza di uno shark al nostro tavolo e, per farlo, distinguiamo la tipologia di poker a cui decidiamo di approcciarci.
Valutiamo per prima una situazione da tavolo cash. In una sezione cash gli sharks sono riconoscibili per la loro “stasi”, ovvero per il fatto che spesso restano, più o meno sempre allo stesso posto, mentre tutti intorno entrano ed escono.
Al massimo capita che si spostino da un posto all’altro dello stesso tavolo, ma non abbandonano mai il tavolo cash al quale si sono seduti all’inizio, lasciando che siano gli altri ad andare via, una volta perduto il loro stack, anche più di una volta, a loro favore.
Anche il ritmo di gioco di uno shark è velocemente riconoscibile.
Lo squalo della situazione non gioca tutte le mani che riceve, ma non si limita neanche a giocare solo le monsters hands. Il suo ritmo di giocata è imprevedibile, come spesso anche la lettura delle sue carte.
Di solito parla poco in chat e non ci scriverà mai per insultare o perdere del tempo, neanche per sollecitare qualcuno quando deve agire. Sono silenziosi e micidiali gli sharks, ma molto osservatori, tanto attenti che non si permettono mai di sprecare la loro attenzione nella chat box.
Quando invece parliamo di squali durante i tornei sono decisamente quelli che incontriamo al primo tavolo e che poi ritroviamo negli ultimi tavoli rimasti con stack decisamente aumentati rispetto a quelli iniziali e rispetto anche a coloro che troviamo al tavolo con lui.
E’ colui che gioca sempre di meno nell’avanzamento degli stadi del torneo, ma è anche colui che quando gioca è capace di dimezzare contemporaneamente anche più di uno stack o addirittura eliminare nella stessa mano due o più giocatori. Giocatori che, ad una buona osservazione, risultano appartenere alla stessa tipologia.
Il vero squalo è infatti colui che sa riconoscere ed adattarsi ai vari stili di giocatore che incontra sulla sua strada, e lo fa sempre con accortezza e con un gioco che pare assolutamente “dedicato a loro”.
Da questo comportamento c’è da dedurre che, quindi, non sia possibile affibbiargli uno stile preciso, perché cambia di volta in volta, di avversario in avversario.
Insomma, quando ci imbattiamo in un tremendo shark, cerchiamo di non farci prendere dal panico e approfittiamo dell’occasione girandola alla nostra e cercando di imparare quanto più è possibile, se è possibile, a scapito non nostro. Lasciamo che siano altre le vittime designate ed assorbiamo tutti gli insegnamenti che ne potremo trarre. Tags: Baccarat, Bingo, Blackjack, Casino, casino online, giocatore, Poker
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